Tra i diritti del lettore c’è anche quello di buttare i libri dal finestrino
Bentornato Pennac!

Correva l’anno 1992 quando Daniel Pennac venne a Roma per presentare Come un romanzo, un breve saggio in cui enunciava i famosi dieci diritti del lettore: quello di non leggere, di saltare le pagine, di non finire il libro, di rileggere, di spizzicare e così via. Allora stavo facendo la pratica per diventare pubblicista ed essendo un’appassionata lettrice dei suoi romanzi, sono corsa a via Ripetta, dove lo presentava insieme a Domenico Starnone e Stefano Benni. In quell’occasione ci comunicò che avrebbe pubblicato un quarto e ultimo romanzo della saga di Malaussène e poi basta, fine.
E invece no. 22 anni dopo la pubblicazione de Il signor Malaussène, apparso nel 1995, Daniel Pennac sforna Il caso Malaussène (titolo originale Ils m’ont menti), quinto romanzo della serie. Perciò ieri mi sono precipitata alla presentazione alla Feltrinelli di via Appia, a Roma.   Continua a leggere Tra i diritti del lettore c’è anche quello di buttare i libri dal finestrino
Bentornato Pennac!

David Grossman: vedere gli altri dal di dentro

David Grossman è uno dei più grandi scrittori contemporanei. E’ autore di romanzi, saggi e libri per bambini. Scrive inoltre su diversi quotidiani. Nato e vissuto a Gerusalemme, è un grande fautore della pace e del dialogo tra israeliani e palestinesi. Siamo andati a sentirlo alla Festa del libro e della lettura di Roma, dove è stato intervistato da Marino Sinibaldi.
SINIBALDI Perché si scrive? Tu parli del desiderio di “conoscere gli altri dall’interno”, che è anche il titolo di uno dei tuoi saggi.

GROSSMAN Da una parte c’è l’istinto di raccontare storie che trova il suo corrispettivo nell’istinto parallelo di ascoltare storie. Poi c’è il desidero di conoscere l’altro dall’interno. C’è l’istinto di riconosce una storia tra le tante cose che ci vengono incontro ogni giorno e l’esigenza di condividerla con gli altri.
Con i miei figli, ogni volta che uno di loro era nervoso e arrabbiato, quando faceva i capricci e si buttava per terra, avevo l’abitudine di dire: “C’era una volta un gatto…” e immediatamente si fermavano. Quando mi chiedono se i libri avranno un futuro – visto il digitale e tutto il resto – io rispondo che si trasformeranno in tante cose diverse, ma nulla danneggerà la possibilità di raccontare storie.

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