Nihil traducendum…
Quali sono i romanzi che ci fanno ridere?

Antonio Rotari, Ragazza con un libro - Versione 2Dunque, dov’ero rimasta? Ah, sì, il secondo libro che mi ha fatto ridere fino alle lacrime.
È Zia Mame, di Patrick Dennis, un libro che ogni aspirante scrittore dovrebbe leggere se non altro perché ha una storia editoriale piena di speranza (non mi fate divagare troppo: chi non la conosce, la troverà su Wikipedia). L’ho letto qualche anno fa, quando Adelphi pensò bene di ristamparlo, e ancora non ho capito se mi ha divertita tanto perché mi ha ricordato il film (un gioiellino che avevo visto da ragazza, con una strepitosa Rosalind Russell che ci guadagnò persino una nomination agli Oscar – il titolo in italiano è La signora mia zia); o perché è tradotto benissimo, con quell’italiano pieno di termini eleganti, ricercati, un po’ desueti ma sempre efficaci che a me piacciono un mondo; o infine perché mi ha fatto tornare in mente la mia, di zia, molto meno svagata di zia Mame ma altrettanto spassosa, che mi aveva lasciata da poco (a proposito: qualcuno mi sa dire perché gli attori che sono belli da bambini non riescono a invecchiare come Dio comanda? Il piccolo che fa la parte di Patrick nel film è diventato un uomo assai bruttarello, un po’ come il Macaulay Culkin di Mamma, ho perso l’aereo. Le femminucce ci stanno più attente, Shirley Temple docet). Continua a leggere Nihil traducendum…
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La vita davanti a sé di Romain Gary

Se non fosse che La vita davanti a sé è un romanzo bellissimo, direi che la vita di Romain Gary è un romanzo ancora più straordinario. Gary è l’unico scrittore ad aver vinto due volte il premio Goncourt, il più prestigioso premio letterario francese. Com’è possibile se  questo premio si può assegnare una sola volta?
Semplice, ha usato uno pseudonimo. Gary ha vinto per la seconda volta con La vita davanti a sé, nel 1975, firmandosi con il nome di Emile Ajar. Una bella soddisfazione per un autore che era ormai snobbato e disprezzato dai critici che lo consideravano al capolinea. E lui non ha mai detto niente. Si è portato il segreto nella tomba. Solo alla sua morte si è scoperto che Emile Ajar era in realtà Romain Gary.
Ma il suo vero nome non è neanche Romain Gary, bensì Romain Kacev, emigrato russo in Francia all’età di 13 anni. Occhi blu da cosacco, bello, eroe di guerra, diplomatico, viaggiatore, regista e scrittore, Gary vince il Goncourt nel 1956 con Le radici del cielo. Si sposa due volte, la seconda con la bellissima Jean Seberg, l’attrice protagonista della Nouvelle Vague. Lui ha 40 anni, lei 24. Continua a leggere La vita davanti a sé di Romain Gary